Alla fine si dirà che quello che conta è il campo, e invece la comunicazione ha un valore importantissimo perché parlare significa rispettare chi paga il biglietto allo stadio, o l'abbonamento in tv e vuole sentire le parole dei protagonisti della propria squadra del cuore: gioire quando le cose vanno bene, avere spiegazioni quando qualcosa non funziona. Viceversa il silenzio spesso è indicativo e lascia spazio a tante preoccupanti interpretazioni. Tutto comincia dopo la vittoria interna contro l'Udinese: Mazzarri che prima si fa trovare ai microfoni di Sky poi scappa via dicendo di non sentirsi bene, e l'ufficio stampa del Napoli che annuncia un silenzio stampa anomalo che si interrompe già il giorno dopo con Inler che parla alla radio ufficiale. Poi di nuovo un silenzio dopo Villarreal-Napoli, con le voci, più o meno fondate, di un diverbio negli spogliatoi tra De Laurentiis e Mazzarri con le dimissioni presentate da quest'ultimo poi ritirate. E ora un nuovo silenzio dopo il largo successo casalingo contro il Genoa, quando i tifosi partenopei si aspettavano di gioire con il proprio tecnico e il proprio presidente, dopo aver sfidato il freddo di una notte gelida ma festosa. Alla fine si dirà che quello che conta è il campo, ma la verità è che bisogna rispettare tifosi e stampa anche fuori dal campo dopo le partite, perché il vero motore del calcio sono i soldi dei tifosi e delle televisioni, senza questi la giostra sarebbe ferma.